sabato 21 marzo 2015Ultimo Aggiornamento:

Cosa fare in caso di assegno non coperto (scoperto) o smarrito

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L'assegno è un titolo da presentare alla banca. Esso attesta all'istituto che il correntista vuole fare un versamento al beneficiario sul suo conto. Ma in caso di problemi cosa succede? Oggi in questa guida cercherò di spiegarvi cosa fare in caso di assegno non coperto (scoperto) o smarrito. Quindi come si deve procedere se venisse offerto un assegno non coperto? E nel caso si dovesse smarrire il libretto degli assegni o solo l’assegno sottoscritto cosa potrebbe accadere?

Le prime cose da sapere sono queste: se un cliente creditore, ti presenta un assegno vuoto o non coperto, significa che il soggetto in questione non ha fondi necessari sul proprio conto corrente per erogare il pagamento a te beneficiario. Se un soggetto di presenta un assegno scoperto, si potrà inviare un ingiunzione, facendoli pagare una multa salata e segnalandolo al CAI. Mentre nel caso si dovesse verificare lo smarrimento o il furto del libretto degli assegni, si dovrà intervenire subito indicando alla Banca e al tribunale l’accaduto. Ecco come procedere in ogni caso.

Leggi anche => Come compilare un assegno inserendo correttamente in centesimi e la cifra


Cosa fare in caso di assegno non coperto (scoperto) o smarrito


Nel caso si dovesse verificare un problema del genere e vi venisse consegnato un assegno vuoto, si potrà fare protesta in banca, segnalando il cliente che ve l’ha consegnato. Ricordo infatti che l'emissione di un assegno non coperto è una cosa scorretta, che potrebbe farvi incorrere in un protesto o segnalazione, facendo finire nella lista nera delle banche. In questo caso come segnalazione si intende il CAI e non il CRIF, come molti pensano; infatti essi sono due provvedimenti ben diversi l’uno dall'altro. Il CAI riguarda i creditori che emettono assegni scoperti, fasulli e vuoti (senza avere fondi sul conto corrente) o chi utilizza carte di credito senza soldi per effettuare gli acquisti o bloccare prodotti. Invece il CRIF è indirizzato a tutti i cattivi pagatori o debitori non paganti che hanno bloccato il pagamento delle rate per mancanza di denaro o che hanno eseguito i pagamenti, ma a distanza di tempo e sempre con ritardi. In questo caso la Centrale Rischi Intermediazione Finanziaria interviene inserendo i seguenti soggetti nelle liste nere delle banche, che così facendo bloccano di conseguenza ad essi la richiesta di nuovi prestiti o mutui presso le stesse banche o finanziarie.

Come inviare una segnalazione alla Banca d'Italia (moduli) e controllare gli assegni:


Chi si sentisse tirato in causa e non riuscisse a recuperare i propri soldi, per colpa di un assegno scoperto. potrà inviare il modulo qui sotto indicato. L'invio dev'essere eseguito dall'interessato beneficiario dell'assegno e potrà farlo presso qualsiasi filiale della Banca d'Italia senza alcun problema.


Oltre a questo ricordo che in allegato al modulo dovranno essere inseriti i propri dati, come ad esempio: la fotocopia della carta di identità, il codice fiscale e la firma del delegato. Per maggiori informazioni è possibile leggere il documento ufficiale offerto dalla Banca d'Italia. Per chi volesse controllare un assegno non coperto, smarrito, rubato o bloccato, potrà invece utilizzare il seguente servizio: "Come controllare assegni bloccati, non coperti o smarriti". Logicamente il servizio è solo per accertare il problema nel cosi di un avviso bancario; quindi non è detto che si riesca ad ottenere il denaro non ricevuto o l'assegno perso.

Sanzioni e ricorsi:


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Cosa fare in caso di assegno scoperto o smarrito. Quali penali?
Oltre a questo “purtroppo” una volta ricevuta la segnalazione vi verrà recapitata anche una multa che può variare in base all'importo indicato sull'assegno stesso. Quindi nel caso la cifra fosse minore di 10.000 euro la multa da pagare sarà dai 500 euro ai 3.000 euro (a discrezione della banca e beneficiario); mentre nel caso la cifra indicata è superiore ai 10.000 euro, la sanzione sarà del doppio della cifra. Quindi la multa varierà dai 1.000 euro ai 6.000 euro. Il funzionario in questione che opererà per la gestione delle sanzioni, sarà il prefetto (organo dello Stato, che rappresenta il Governo nella provincia presa in causa). Proprio da quest’ultimo si potrà fare domanda per un ricorso (entro un mese dall'invio della multa) che potrà accettare o non accettare. Nella stragrande maggioranza dei casi, non viene mai accettato un ricorso e proprio per questo motivo, una volta respinto il prefetto provvederà a richiedere un’ordinanza ad ingiunzione, indicando la sanzione massima da pagare.

Tempi di pagamento massimi per le sanzioni (se eseguiti in tempo di evita il CAI)


Nel caso si avesse consegnato un assegno scoperto, non erogabile ad un beneficiario è obbligatorio pagare una multa, essa ha una scadenza massima di 2 mesi. Se il pagamento non dovesse avvenire, passati anche questi 60 giorni entrerà in vigore il “pagamento tardivo”. Questa opzione non è una cosa buona per chi ha consegnato l’assegno, visto che oltre alla cifra della multa, dovrà mettere in conto la cifra indicata sull'assegno consegnato, gli interessi dei mesi passati dopo la sanzione, le spese amministrative, le spese accessorie e anche un’ulteriore multa pari al 10% la cifra complessiva sottoscritta sull'assegno da erogare.

Un aspetto importante da tenere in considerazione in caso di “torto”, per chi ha emesso un assegno non coperto, vuoto e quindi non valido è la regolarizzazione dei conti. In cosa consiste? Purtroppo le cose indicate sopra non cambiano, ma per chi eseguirà il pagamento della multa entro i 2 mesi indicati dalla prefettura, potrà evitare ulteriori penali e anche non essere inserito nella lista nera del CAI. In questo modo non entrando nelle grinfie della Centrale d'allarme interbancaria, il vostro nominativo, conto corrente e carte di credito rimarranno pulite e potrete continuare ad operare tranquillamente come in passato.

Nel caso invece si dovesse entrare nell'archivio protestati cosa succede?


Nel caso la cifra sopraindicata sull'assegno non era di taglia elevata, la cancellazione vi verrà cestinata automaticamente dopo 6 mesi dall'accaduto. In caso contrario la trafila sarà molto più lunga e complessa. Infatti se ad un assegno ci sarà allegata anche una carta di credito; il vostro nome “correntista” verrà bloccato per almeno 2 anni e una volta inserito cooperare con le banche sarà quasi impossibile. Chi viene inserito nell'archivio CAI, non potrà: erogare più assegni, firmare assegni, utilizzare i servizi bancari, aprire un conto corrente, aprire un conto deposito (anche le altre banche rifiuteranno la proposta), richiedere una nuova carta di credito, richiedere mutui, richiedere prestiti e pagare assicurazioni utilizzando pagamenti bancari. In poche parole si è completamente tagliati fuori!

Come si procede se viene smarrito un assegno?


Come ho indicato nel passaggio: “Come inviare una segnalazione alla Banca d'Italia (moduli) e controllare gli assegni”; si potrà effettuare un controllo avanzato al fine di capire cos'è successo. L’unica pecca e che i dati indicati saranno non nominativi. Questo infatti non è un problema, visto che si potrà inviare il modulo alla banca e ricevere tutte le informazioni di cui si ha bisogno. 

Comunque sia, nel caso ci dovesse essere un furto, o solo lo smarrimento dell’assegno, si dovrà comunicare subito il tutto alla propria banca e al tribunale della città in cui si abita. Questo passaggio vi permetterà di essere da un certo punto di vista tutelati, visto che inviando una segnalazione preventiva avrete avvisto le banche e i tribunali di non erogare l’assegno in caso di richiesta. È inutile dirvi che se la segnalazione non verrà segnalata il malvivente o malintenzionato potrà tranquillamente recarsi in banca e versare l’assegno come se nulla fosse. Logicamente quest’ultimo dovrà essere compilato in ogni sua parte.


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