martedì 2 dicembre 2014Ultimo Aggiornamento:

Come capire la differenza tra perdita e guadagno Opzione Put

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L'opzione put è uno strumento derivato, con il quale chi acquista l’opzione, ne acquista anche il diritto, ma non riceve però l’obbligo di poter vendere il titolo ad un prezzo di esercizio. Infatti nel caso l’acquirente volesse acquistare il titolo o appunto il seguente diritto; esso dovrà pagare un premio all'acquirente.

Ma perché si opera in questo modo? Perché qualcuno dovrebbe pagare un premio finale per poter vedere delle azioni, magari tra 5 mesi, proprio a quel prezzo di mercato? Semplice, perché in molti pensano già al futuro e sanno già che il prezzo si abbasserà, oltre la soglia prevista.

Quindi in poche parole, se un compratore di opzioni put, ottiene il diritto di vendere delle azioni; in questo caso il venditore cerca o meglio assume il diritto di acquistarle (questo aspetto fa guadagnare un premio a chi vende un opzione put).

Esempio tra acquirente put e venditore put a confronto:


Nel caso le condizioni di mercato siano sfavorevoli per l’acquirente, “purtroppo” si hanno nuovi obblighi e di conseguenza l’unica possibilità è quella di pagare il premio; con il seguente si riceve una perdita che può essere pari al premio da pagare.

Come capire la differenza tra perdita e guadagno Opzione Put
Nel caso le condizioni di mercato siano favorevoli per l’acquirente, il suo guadagno sarà pari al prezzo d’esercizio, al quale però bisognerà sottrarre il premio. Tieni in considerazione che, nel caso ci fosse un caso dove il limite di prezzo sia pari a zero, l’acquirente avrà il diritto di venderlo e quindi ottenere una buona somma di denaro, anche se ciò che stiamo vendendo ha un valore uguale a zero! (Cioè non vale niente…)

Nel caso le condizioni di mercato siano favorevoli per il venditore, le sue operazioni di esercizio portate a termine gli danno giustamente il diritto di acquisire il premio. Praticamente un guadagno massimo con anche il premio pagato.

Nel caso le condizioni di mercato siano sfavorevoli per il venditore, si riceverà una perdita pari al prezzo dei costi dell’esercizio svolto più l’aggiunta del premio (da sottrarre logicamente…) Tieni in considerazione che, nel caso ci fosse un caso dove il limite di prezzo sia pari a zero, il venditore andrà in perdita; infatti esso sarà costretto a pagare il suo costo d’esercizio per una nuova attività che non ha nessun valore ed è pari a zero! 

Esempio per chi acquista e vende un opzione put:


Mettiamo caso che, il nostro titolo che abbiamo acquistato vale in questo momento circa 5 euro; se adesso paghiamo un costo di 1 euro, ci viene offerta la possibilità di rivenderlo tra 5 mesi a 4,70 euro. Quindi se tra cinque mesi il titolo avrà un valore minore di 4,70 euro, ci conviene venderlo, magari mettendolo sul mercato ad un prezzo più alto del previsto. Se il titolo poi a data stabilita avrà quindi un valore minore di 4,70 euro (4,70 euro – 1,00 euro) l’operazione verrà chiusa con un utile.

Per chi non lo sapesse, l’opzione put può essere gestita mediante contratti derivati (i derivati realizzati in questo modo potranno avere diversi livelli rapporto di indebitamento), dove il suo scopo principale p il diritto di vendita. Questo diritto può essere può essere gestito in 3 modi:

  • Durante tutto il periodo che serve;
  • Solamente alla fine del periodo in corso;
  • Oppure ad intervalli regolari.

Proprio per i seguenti motivi, con le opzioni put, vengono costruiti dei contratti derivati, dove il diritto cambia in base alla scadenza dell’opzione put stessa. Ci sono più modi, ma il 2 migliori più conosciuti sono:

  • Quello a scadenza, definito Europeo.
  • Oppure quello “no problem” cioè disponibile in qualsiasi momento, definito Americano.


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