sabato 15 agosto 2015Ultimo Aggiornamento:

Come non pagare la tassa sui rifiuti (tari)

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Oggi in questa guida cercheremo di capire come non pagare più la tassa sui rifiuti (tari) considerata da moltissimi cittadini una tassa ormai illegittima e priva di senso. Nella guida verrà spiegato come non pagare la tassa sui rifiuti e come fare ricorso per un vecchio pagamento.

Come ben sappiamo la tassa Tari, va a sostituire le vecchie imposte (Tia, Tares e Tarsu) pagate dagli italiani. Tutto questo è gestito ed indicato sotto la categoria di servizio e pagamento; in quanto non è altro che un servizio offerto dallo Stato, che deve appunto pagare il contribuente.


Come non pagare la tassa sui rifiuti - tariffe, costi e considerazioni sulla Tari.


La legge sulla Tari, spiega come calcolare e pagare la tariffa riguardante la tassa sui rifiuti; il tutto logicamente mediante un piano tariffario finanziario (servizio comunale). Questo piano, però non essendo corretto e ben esposto, non è mai stato attuato dai comuni italiani. Ciò ha portato a creare differenti leggi, decreti e tasse, prima di arrivare all'attuale Tari. Infatti nel 2013 era stata esposta la Tares, successivamente con la legge di stabilità, fu esposta l'Imposta Unica Comunale (IUC) formata da tutti e tre gli attuali componenti: "Tari, Tasi, Imu.

Ma come si fa a capire quando non pagare la tassa quando richiedere il ricorso sul pagamento?


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Per capire ciò, vi consiglio di analizzare le seguenti immagini presenti e prendere nota di tutte le indicazioni esposte; solo così avrete modo di capire come non pagare la tassa sui rifiuti ed eliminare la Tasi dai conti annui.

Per chi non lo sapesse la Tari non dev'essere pagata su tutto; ci sono delle categorie che sono escluse dai pagamenti, ma non tutti lo sanno. Qui di seguito abbiamo indicato una lista di tutte le categorie escluse e così facendo avrete modo di capire esattamente cosa pagare e cosa non pagare.

Sono esenti: i balconi e le terrazze scoperte, i parcheggi auto scoperti, i giardini e i parchi, aree scoperte pertinenziali/accessorie riguardanti un immobile tassato e le aree comuni condominiali non occupate in via esclusiva; che in questo caso riguardano: gli androni, gli ascensori, le scale e luoghi di passaggio utilizzati in condivisione con gli altri condomini residenti.

In poche parole, possiamo dire che la tassa sui rifiuti Tari si paga solo ed esclusivamente se si dispone o si possiedono aree, titoli, locali o posizioni esterne, che durante l’anno producono rifiuti urbani. Tutto ciò ha lo scopo di mantenere il servizio di igiene urbano attivo (si intende costo e servizio). Le spese della tassa si dividono anche i due tipi: fissa e variabile; dopo la prima riguarda la superficie della casa e la seconda invece tiene in considerazione i componenti famigliari (numero dei residenti nell'immobile).


Esenzione della Tari con il modulo Isee 


È possibile richiedere l’esenzione della Tari riguardante l’anno precedente a quello in corso, utilizzando il modello Isee ed effettuando il calcolo dell'Isee sulle case di abitazione del tuo comune (non tutti sono partecipanti). 

Per fare ciò, si dovrà presentare la domanda presso la sede CAF più vicina alla propria abitazione, prendere possesso del modulo Isee ed allegarlo alla domanda di esenzione Tari; il tutto mettendo all'interno di una busta i seguenti documenti: Il codice Utenza della bolletta e la copia di un documento dell’intestatario.

Come bloccare questa tassa Tari illegittima


Visto che non si riesce mai ad indicare con esattezza il costo del servizio (che essendo un servizio di smaltimento comunale, dovrebbe essere anche gratuito) per via dei prezzi fissi e variabili presenti è opportuno ricorrere a dei provvedimenti; che in questo caso si intende specificatamente l’autotutela.

Per farlo basterà rivolgersi all'ufficio dei tributi del comune di residenza, presentando l’avviso di pagamento ricevuto. Una volta fatto ciò si dovrà attendere la risposta e una volta ricevuto procedere come segue: in caso di rifiuto o di mancata risposta, si dovrà ricorrere alla presentazione della cartella presso la commissione tributaria della provincia (essa però non blocca i termini d’impugnazione); mentre le aziende che operano di proprio conto allo smaltimento dei rifiuti prodotti, potranno richiedere completamente l’esenzione della tassa sui rifiuti (Tari) e di conseguenza uscire dal servizio comunale e non pagare più questa tassa.


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