mercoledì 30 marzo 2016Ultimo Aggiornamento:

Acquisto di carburante all'estero: detrazione Iva

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In questi giorni ci è stata posta la domanda: il carburante che acquisti all'estero è detraibile? Ecco, perché oggi cercheremo di capire come e se è possibile detrarre il carburante acquistato all'estero. Iniziamo dicendo che quando si acquista carburante all'estero o meglio in un altro paese dell’Unione Europa da impianti di distribuzione stranieri, non si può utilizzare la scheda carburante che si utilizza in Italia; essa potrà essere utilizzata solamente nel nostro paese. Per questo motivo tutto ciò che riguarda i rifornimenti di carburante eseguiti fuori dal nostro Stato e presso stazioni di servizio estere non hanno la necessità di essere considerate operazioni ai fini IVA, ma solo ai fini dell’imposte dirette del paese. Il motivo? Semplice, ogni operazione effettuata, sta ad indicare l’acquisto di un bene o prodotto che è fuori dal nostro Stato e per quanto non c’è nulla che riconduce il tutto all'Italia.

Quindi tali operazioni sono per lo più legate al paese stesso in cui si effettua l’acquisto di carburante, avente: imposte, IVA ed aliquote differenti dalle nostre. Per ciò si dovrà applicare la relativa imposta IVA indicata sul documento durante l’acquisto del prodotto; dopodiché il cliente italiano avrà il diritto di effettuare una richiesta di rimborso iva estero presso l’amministrazione finanziaria del paese di riferimento U.E, secondo le regole indicate nell'articolo 38-ter del D.P.R. numero 633/1972. Il rimborso una volta richiesto deve fare riferimento ad un periodo non più basso di 3 mesi e non superiore a 12 mesi. La richiesta di rimborso che scade prima di un anno è giusto ricordarsi che dev'essere pari o maggiore di 400 euro e nel caso l’importo totale dovesse essere più basso (pari a 50 euro), può essere invece chiesto il rimborso durante il corso dell’anno. Mentre per gli acquisti di carburante effettuati al di fuori dell’Unione Europea, anche se segnati sulla scheda carburante, con tanto di firma del gestore; non potranno essere ritenuti validi. Comunque sia anche in questo caso si può sempre effettuare una richiesta di fattura.


Detrazione costi IVA spese carburante


Dopo ciò che abbiamo indicato è giusto sapere che per detrarre i costi sulle spese carburanti, bisogna tenere in considerazione l’articolo 19-bis 1 della lettera “C” del DPR633/1972, che rappresenta in tutto e per tutto le leggi sulla deducibilità dei costi per quanto riguarda l'Iva sugli acquisti di carburante. Tali normative ribadiscono che:

  • La detrazione è totalmente detraibile se l’acquisto di carburante riguarda i macchinari per le imprese e gli automezzi aziendali (se utilizzati come beni strumentali dell’azienda stessa) oppure ad uso pubblico (se utilizzati come taxi, bus scolastici o per scuola guida) ed infine anche da agenti o amministratori di commercio.
  • La detrazione invece può essere detratta al 40% tutte le altre tipologie di casi ed operazioni restanti. Come ad esempio quella sui veicoli a motore, se adibiti al trasporto di prodotti o beni (con un peso massimo consentito di 3500kg) o persone (con un massimo di 8 posti a sedere). In questa categoria però non entrano a far parte le auto forestali e i trattori agricoli.
  • Tra le detrazioni al 40% rientrano anche la detrazione IVA per le auto aziendali (limitata e non più integrale fino alla fine del 2016) attualmente sotto contratto per il seguente anno.

Spese carburanti Italia: Documenti e procedure di detrazione Iva

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Per la deducibilità del costo e la detrazione dell’Iva riguardante gli acquisti carburante; le ditte, le società e le imprese, che possiedono un mezzo devono conservare, scrivere e registrare la giusta documentazione ed indicare in modo corretto l’acquisto del carburante avvenuto sul veicolo indicato. Questo come abbiamo già visto e come sappiamo avviene mediante la scheda carburante; infatti essa non è altro che un documento creato appositamente per le aziende e ditte professionali, che necessitano di scaricare l’Iva e detrarre le spese. Per fare tutto questo è appunto obbligatorio registrare il tutto sulla scheda carburante, mese per mese (oppure ogni 3 mesi) e per ogni singolo rifornimento fatto.

Pertanto è giusto sapere che secondo l’articolo 1 comma 2 del DPR444/1997 è stato vietato l’uso di emissione della fattura se l’acquisto del prodotto (benzina, GPL, gas o gasolio) viene effettuato presso i vari impianti di distribuzione stradale esistenti. Proprio per questo sulla scheda carburante viene indicato in forma precisa come procedere; ad esempio durante la compilazione della documentazione si dovranno registrare i seguenti dati: La targa del veicolo in uso; regione sociale; numero della partita Iva; domicilio fiscale della ditta; ubicazione stabile (per le persone che vivono all'estero); numero di chilometri percorsi; dati del rappresentante fiscale presente in Italia; dati del richiedente residente all'estero; firma del distributore e timbro dello stesso una volta effettuato il rifornimento di carburante.

Leggi anche la guida =>     Come risparmiare in Italia sulla benzina e Gpl (benzinai a basso costo)

Acquisti di carburante all'estero: cosa fare?


In questo caso non è opportuno usare la scheda carburante per indicare i vari rifornimenti effettuati all'estero. Infatti da un’ultima indicazione (fornita dall'Agenzia delle Entrate durante il rinnovo dei paesi black list) si può notare che la scheda dell’articolo 1 comma 2 del DPR444/1997 va ad indicare che bisogna aggiungere solamente gli acquisiti di carburante effettuati all'interno del nostro Stato italiano; quindi tutti gli altri acquisti fatti all'estero devono rimanerne fuori da tali documenti. Anche in caso vogliate utilizzare le carte di credito come prova di pagamento per documentare i vostri rifornimenti all'estero è sempre meglio non farlo. Quindi per concludere o meglio per non incorrere in problemi e situazioni inutili e sempre meglio indicare i vostri acquisiti di carburante estero con fatture. In alternativa si potrà sempre indicare la targa del veicolo e richiedere l’emissione delle ricevute al distributore estero ed intestare il tutto al lavoratore o alla ditta di lavoro.

In poche parole come possiamo aver capito, senza il requisito minimo di detraibilità da parte del nostro territorio, l’Iva è purtroppo indetraibile; però come abbiamo indicato precedentemente può essere richiesto un rimborso sui costi. Quindi per maggiori informazioni vi consiglio di contattare la vostra commercialista e chiedere ulteriori chiarimenti in merito; visto che l’acquisto di carburante dall'estero (da parte di soggetti Iva) è ancora un problema per molte persone che vogliono procedere al trattamento fiscale e detrarre le spese sostenute. Anche se attualmente non è possibile farlo!



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