Contratto a tutele crescenti: come funziona

Con le nuove leggi introdotte, cambiano molti contratti di lavoro 2016 e tra questi troviamo quelli a tutele crescenti. Ciò che la gente ci ha chiesto di spiegare in questi giorni è stato: Come funzionano i contratti a tutele crescenti? Cos'è il contratto a tutele crescenti? A cosa serve e soprattutto a chi è dedicato questo genere di contratto? In questa guida oggi cercheremo di capire esattamente come funziona il contratto a tutele crescenti in Italia secondo la nuova legge di stabilità 2016.

Come ben sappiamo esistono diversi tipi di contratti nel nostro paese e ogni contratto punta a rispettare determinate regole e caratteristiche, in modo da suddividere adeguatamente ogni cerchia di lavoratori. Tra questi contratti, quello di cui volevamo parlare oggi fa riferimento alla categoria delle tutele crescenti che riguarda principalmente i lavori a tempo indeterminato; oltre alla nicchia dei giovani neoassunti lavoratori. Questo contratto “purtroppo” non fa felici i lavoratori, che possono essere licenziati senza preavviso dal proprio datore di lavoro nei primi 3 anni di contratto. In poche parole è un’assunzione a tempo indeterminato con possibilità di fine rapporto a tempo determinato senza preavviso (un reale controsenso!), ma con la possibilità per il giovane assunto di ricevere la lettera di preavviso. Questo passaggio fa sì che il lavoratore possa sapere in anticipo del licenziamento (anche se non è obbligatorio informare i dipendenti) in modo che esso possa trovarsi un nuovo posto di lavoro e non essere di conseguenza nuovamente disoccupato. Cerchiamo di capire dettagliatamente come funziona il tutto…


Tutele crescenti jobs act: cosa sono? Vantaggi e licenziamento


tipologie di Contratto a tutele crescenti cosa sono

L’unico vantaggio per i lavoratori di accettare questo contratto è quello di poter fare richiesta senza nessun obbligo e senza limite di età (oltre i 30 anni si può essere assunti tranquillamente); il tutto è suddiviso in reparti, dove una parte riguarda la stabilità e l’altra l’inserimento nel lavoro. Per la seconda fase ha una durata di tre anni, nei quali si può continuare a lavorare ricevendo un ottimo stipendio; ma al contempo si può essere licenziati senza motivo da un giorno all’altro. Per chi riesce a passare questa fase, arriva alla disciplina dei licenziamenti e potrà godere a tutti gli effetti del contratto a tempo indeterminato.

In poche parole il vantaggio per i lavoratori non è da poco visto che, alla fine dei 3 anni e prima dei tali, il datore di lavoro riceve sconti e agevolazioni fiscali. Mentre se si venisse licenziati o non fosse accettato un reintegro in società dopo il licenziamento, tali sconti fiscali saranno tolti e cancellati dallo Stato. Quindi il contratto a tutela crescente funziona ed offre sconti/agevolazioni fiscali ai lavoratori che vengono assunti con un contratto a tempo indeterminato. Diciamo che alla fine dei conti, nessuno verrà licenziato, ma anche se questo dovesse accadere (visto che è un contratto aperto e senza alcuna discriminazione si può essere licenziati) è sempre possibile da parte del lavoratore stesso richiedere l’integrazione dell’articolo 18 e così facendo esso potrà essere riassunto senza che l’azienda possa obbiettare.


Stipendio contatto a tutele crescenti e occupazione sul lavoro


Aderendo al contratto di tutele crescenti e con il licenziamento, la compagnia o ditta in questione dovrà dunque erogare un’indennità pari a circa 3 stipendi per ogni anno di lavoro che il lavoratore ha svolto durante la sua carriera presso l’azienda dove lavorava in precedenza. La disoccupazione può durare fino a 2 anni andranno man mano a scomparire con la cassa integrazione o la mobilità. Il tutto però può essere evitato richiedendo la sostituzione di contratto con uno nuovo; aumentando di conseguenza l’occupazione e non la disoccupazione. Il tutto con la garanzia degli stipendi e salari almeno ad un livello minimo di retribuzione; in modo che il dipendente possa ottenere e richiedere la maternità o la possibilità di stare a casa in malattia, senza preoccupazioni.


Contratto a tutele crescenti come funziona
Quindi il contratto a tempo indeterminato "a tutele crescenti", non è un nuovo contratto ma solo un aggiornamento per i nuovi assunti in azienda. Infatti è una norma per la tutela del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo (articolo 18 e legge imposta il 20/05/1970). La nuova disciplina sulle assunzioni 2016, viene semplicemente applicata per i lavori a tempo indeterminato per licenziamenti intimati ed indicata ai datori di lavoro agricolo, aventi operati e impiegati neoassunti in data dal 7 marzo 2015. Per quanto riguarda invece i rapporti di lavoro applicati prima della pubblicazione del nuovo decreto, invece valgono le vecchie disposizioni di licenziamento. Ecco perché dal giorno dell’attivazione in avanti, esisteranno due regimi di tutela del licenziamento illegittimo; che si distingue in: personale assunto prima del 07/03/2015 e personale assunto subito dopo il 07/03/2015. Per maggiori informazioni e per vedere lo schema riassuntivo dei due regimi di legge; vi consigliamo di consultare il seguente documento pdf: "schema licenziamento tutela crescente". Infine ricordiamo che la legge per le indennità risarcitorie riguardante il licenziamento vale anche per le piccole imprese, cioè le ditte con meno di 15 lavoratori e aventi meno cinque lavoratori in agricoltura. Per queste tipologie di contratti a tutela crescenti (con le piccole imprese) è previsto un abbassamento delle indennità risarcitorie, che in qualsiasi caso non possono superare i sei mesi di stipendi.

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