lunedì 28 settembre 2015Ultimo Aggiornamento:

Quanto rendono i buoni fruttiferi postali 2016

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Alcuni dei prodotti finanziari più richiesti in Italia nel 2016 sono senza ombra di dubbio i buoni fruttiferi postali; questi prodotti, oltre a garantire sicurezza, consentono al risparmiatore di mettere dei soldi da parte per il futuro e di conseguenza investire in qualcosa che offre un tasso di interesse (anche se basso) migliore rispetto a tantissimi altri prodotti finanziari.

Allo stesso livello dei buoni fruttiferi postali, possiamo anche trovare i libretti postali; i quali, offrono anch'essi un interesse percentuale lordo pari all'1,5%. Che al netto delle tasse si trasforma in un solo e unico punto percentuale. Quindi quanto rendono i buoni fruttiferi postali 2015 e 2016?

leggi anche => Nuovi Buoni Fruttiferi 2016 convengono veramente? (Guida sui migliori rendimenti)

Comunque vadano le cose, i BFP (buoni fruttiferi postali) sono visti sempre di buon occhio dai cittadini; infatti attualmente ben 200 miliari di euro dei risparmi italiani sono investiti in buoni fruttiferi postali e libretti postali. Secondo il mio punto di vista, l’unica cosa che renderebbe i BFP non sufficientemente redditizi per i portafogli italiani e il costo del denaro; (ormai sceso ai minimi storici, nel corso di questi anni) il quale purtroppo ha causato un abbassamento dei rendimenti sui buoni fruttiferi. Tutto questo però vale ben poco, perché l’unica cosa che interessa ai cittadini è la garanzia di possedere qualcosa di sicuro ed affidabile e visto che i buoni fruttiferi postali, sono protetti dallo Stato, tutti li cercano e li vogliono!

Oltre a questo è giusto ricordare che i BFP sono esenti da tutte le commissioni riguardanti le operazioni di deposito soldi e rimborso spese. Le uniche spese che il risparmiatore dovrà affrontare in futuro, saranno quelle collegate alle tasse da pagare (anche se per i buoni fruttiferi, non sono eccessivamente alte) come avviene sui classici conti correnti bancari. Inoltre ricordo che i buoni fruttiferi, rispetto ai conti correnti, obbligazioni, azioni e fondi comuni, hanno molte meno tasse da versare allo Stato e proprio per questo lo rendono un prodotto tanto amato dagli italiani.


Quanto rendono i buoni fruttiferi postali 2016


Oggi ho deciso di semplificare leggermente le cose, parlando dei rendimenti sui buoni fruttiferi postali. Ho deciso questo perché non tutti ci occupiamo di economia e finanza e di conseguenza parlare di quanto rendono e di come investire con un libretto Smart, mi sembrava alquanto complicato. Invece, quanto rendono i buoni fruttiferi postali 2015 e 2016 in Italia?

Ecco questa è la domanda alla quale voglio rispondere, inoltre investire in un prodotto di questo genere è anche molto più semplice, visto che è:

  • Garantito dallo Stato;
  • Offre un interesse accumulabile nel tempo;
  • Gode di notevoli agevolazioni fiscali offerte dallo Stato;
  • Permette di ricevere al 100% il capitale che si aveva inizialmente investito (in caso di ripensamenti).

Analizzando questi punti, salta subito all'occhio la voce: “agevolazioni fiscali di poste italiane”; infatti per i prodotti a risparmio postale, presenti sul sito ufficiale; ad esempio, come i buoni fruttiferi è previsto un tasso di prelievo pari al 12,5% a differenza degli altri prodotti finanziari che hanno una tassazione di quasi il doppio, pari al 26%. Un altro aspetto importante è legato all'imposta di bollo. I buoni fruttiferi al di sotto dei 5.000 euro ne sono e ne saranno sempre privi e quindi non dovranno pagare nessun tipo di imposta; mentre tutti i BFP superiori a tale quota, subiranno una tassazione dello 0,2% sul totale investito in posta e presente sul buono attivo.

Cosa offrono oggi i buoni fruttiferi postali ai risparmiatori?


Purtroppo, mi dispiace darvi una brutta notizia, ma adesso investire in posta nei nuovi prodotti non è per niente conveniente; ad esempio, i buoni fruttiferi ordinari, offrono interessi davvero molto bassi, pari allo 0,25% per il primo anno, che al netto delle tasse, significa avere un BFP con un rendimento dello 0,21% all'anno. Con un buono ordinario, l’unica cosa da fare per guadagnarci qualcosina è mantenerlo attivo per più di 20 anni, visto che salendo di anno in anno, si potrà arrivare alla fine ad avare un buon 3,25% (che è sempre di meno, visto che netto è pari al 2,84%) di guadagno sui soldi investiti.

Ma quali sono i buoni fruttiferi più richiesti dalla gente?


I buoni fruttiferi più richiesti sono i: BFP a 18 mesi, BFP a 3 anni Extra (che offrono subito un interesse pari all'1,25% lordo); per quanto riguarda l’ultimo buono indicato, ricordo che possono essere richiesti, solamente se si attiva un piano di accumulo capitale. Tutto ciò infatti obbliga il risparmiatore a depositare ogni mese una cifra prefissata per almeno 3 anni; così facendo verrà attivato il piano di risparmio sicuro Extra, offerto esclusivamente dalla poste italiane.


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