sabato 24 dicembre 2016Ultimo Aggiornamento:

Rendono i buoni fruttiferi postali 2017? se si quanto?

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Alcuni dei prodotti finanziari più richiesti in Italia nel 2017 sono senza ombra di dubbio i buoni fruttiferi postali; questi prodotti, oltre a garantire sicurezza, consentono al risparmiatore di mettere dei soldi da parte per il futuro e di conseguenza investire in qualcosa che offre un tasso di interesse (anche se basso) migliore rispetto a tantissimi altri prodotti finanziari, per via della sua sicurezza.

Oltre ai buoni fruttiferi postali, possiamo anche trovare i libretti postali; i quali, offrono un interesse percentuale lordo pari all'1,5%. Che al netto delle tasse si trasforma in un solo e unico punto percentuale. Quindi quanto rendono i buoni fruttiferi postali 2016 e 2017?

leggi anche => Nuovi Buoni Fruttiferi 2017 convengono veramente? (Guida sui migliori rendimenti)

Comunque vadano le cose, i BFP (buoni fruttiferi postali) sono visti sempre di buon occhio dai cittadini; infatti attualmente ben 200 miliari di euro dei risparmi italiani sono investiti in buoni fruttiferi postali e libretti postali.

Secondo il mio e nostro punto di vista, l’unica cosa che renderebbe i BFP non sufficientemente redditizi per i portafogli italiani e il costo del denaro; (ormai sceso ai minimi storici, nel corso di questi anni) il quale purtroppo ha causato un abbassamento dei rendimenti sui buoni fruttiferi.

Tutto questo però vale ben poco, perché l’unica cosa che interessa ai cittadini è la garanzia di possedere qualcosa di sicuro ed affidabile e visto che i buoni fruttiferi postali, sono protetti dallo Stato, tutti li cercano e li vogliono!

Oltre a questo è giusto ricordare che i BFP sono esenti da tutte le commissioni riguardanti le operazioni di deposito soldi e rimborso spese. Le uniche spese che il risparmiatore dovrà affrontare in futuro, saranno quelle collegate alle tasse da pagare (anche se per i buoni fruttiferi, non sono eccessivamente alte) come avviene sui classici conti correnti bancari.

Inoltre ricordo che i buoni fruttiferi, rispetto ai conti correnti, obbligazioni, azioni e fondi comuni, hanno molte meno tasse da versare allo Stato e proprio per questo lo rendono un prodotto tanto amato dagli italiani.


Quanto rendono i buoni fruttiferi postali 2017


Rendono-i-buoni-fruttiferi-2017-quanto-si-guadagnaOggi ho deciso di semplificare leggermente le cose, parlando dei rendimenti sui buoni fruttiferi postali.

Ho deciso questo perché non tutti ci occupiamo di economia e finanza e di conseguenza parlare di quanto rendono e di come investire con un libretto Smart, mi sembrava alquanto complicato.

Invece, quanto rendono i buoni fruttiferi postali 2016 e 2017 in Italia?

Ecco questa è la domanda alla quale voglio rispondere, inoltre investire in un prodotto di questo genere è anche molto più semplice, visto che è:

  • Garantito dallo Stato;
  • Offre un interesse accumulabile nel tempo;
  • Gode di notevoli agevolazioni fiscali offerte dallo Stato;
  • Permette di ricevere al 100% il capitale che si aveva inizialmente investito (in caso di ripensamenti).

Analizzando questi punti, salta subito all'occhio la voce: “agevolazioni fiscali di poste italiane”; infatti per i prodotti a risparmio postale, presenti sul sito ufficiale; ad esempio, come i buoni fruttiferi è previsto un tasso di prelievo pari al 12,5% a differenza degli altri prodotti finanziari che hanno una tassazione di quasi il doppio, pari al 26%. Un altro aspetto importante è legato all'imposta di bollo. I buoni fruttiferi al di sotto dei 5.000 euro ne sono e ne saranno sempre privi e quindi non dovranno pagare nessun tipo di imposta; mentre tutti i BFP superiori a tale quota, subiranno una tassazione dello 0,2% sul totale investito in posta e presente sul buono attivo.

Cosa offrono oggi i buoni fruttiferi postali ai risparmiatori?


Purtroppo, mi dispiace darvi una brutta notizia, ma adesso investire in posta nei nuovi prodotti non è per niente conveniente; ad esempio, i buoni fruttiferi ordinari, offrono interessi davvero molto bassi, pari allo 0,1% per il primo anno, che al netto delle tasse, significa avere un BFP con un rendimento dello 0,1% all'anno. Con un buono ordinario, l’unica cosa da fare per guadagnarci qualcosina è mantenerlo attivo per più di 20 anni, visto che fino al 18esimo anno si guadagna solo lo 0,1%.

La cifra che si guadagna è bassissima, ma sempre meglio di niente. Infatti facendo un piccolo resoconto di si può capire che alla fine dei 20 anni il guadano ricevuto di anno in anno è di solo il 32% lordo. A tutto ciò poi bisogna togliere la percentuale lorda, quindi ciò che si guadagna è sempre di me, se calcolato al netto del rendimento per i soldi investiti.

Ciò che infatti non tutti sanno è che adesso come adesso i buoni fruttiferi postali non sono di certo un rendimento, visto che il guadagno è pari allo zero, come abbiamo già dimostrato in questa guida:


Ma quali sono i buoni fruttiferi più richiesti dalla gente?


I buoni fruttiferi più richiesti o meglio quelli che fino a qualche tempo avevano un elevanta infulenza sulla gente erano i: BFP a 18 mesi, BFP a 3 anni Extra (che offrivano subito un interesse pari all'1,25% lordo); per quanto riguarda l’ultimo buono indicato, ricordo che era possibile attivarlo solo se si attivava un piano di accumulo capitale. Tutto ciò infatti obbligava il risparmiatore a depositare ogni mese una cifra prefissata per almeno 3 anni, in modo da attivare un piano di risparmio sicuro Extra, offerto esclusivamente dalle poste italiane.

Adesso invece per il 2017 i buoni fruttiferi più richiesti sono solo due, il primo è:

  • Quello dedicato ai più piccoli, minori, con un rendimento massimo pari alllo 0,50%. Questi buoni possono essere intestati ai più piccoli aventi un'età tra gli 0 e i 16 anni e mezzo.
  • Mentra il secondo è quello dedicato alla fedeltà con un rendimento annuo pari allo 0,40%. Questi buoni sono disponibili fino al 28 febbraio 2017 solo per chi ha già attivo un titolo postale obbligazionario con Bancoposta.

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